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giovedì 1 marzo 2012

Cinzia Tani-Stringimi

Il nome Saba Abe forse non vi dira' nulla ma è stata una sorta di "caso"nazionale in Giappone negli anni '60.Questa donna infatti ebbe il coraggio di tagliare l'organo genitale al proprio amante per una sorta di gelosa follia d'amore e alla sua vicenda di ispiro' il film "l'impero dei sensi".Cinzia Tani ripercorre la storia di questa donna,nata in una famiglia agiata giapponese dei primi del secolo e che, per uno stupro subito giovanissima da un ragazzo di cui era un po' invaghita,non fu mai capace di vivere serenamente la sua vita amorosa.Non abbastanza colta e raffinta per diventare geisha,passo praticamente la sua vita come entreneuse di alto bordo ma in alcuni periodi anche prostituta per strada,cameriera,visse in modo decisamente movimentato ma anche dettato da una profonda solitudine e dal bisogno di amore.Sicuramente la societa' giapponese di quell'epoca era troppo rogida per lei che comunque aveva un carattere indomito.Ne esce un ritratto un po'malinconico che suscita inquitudine anche nel lettore.Bella la copertina.
voto 6

Paola Predicatori-Il mio inverno a zerolandia

Le storie che parlano di adolescenza mi attirano sempre come una calamita anche se ormai ho quasi 40 anni e la mia di adolescenza è gia' finita da un bel po'.E' una storia d'amore,ma anche un nostalgico ricordare da parte di Alessandra,la protagonsita,sua madre morta da pochi mesi.Nno so quanto ci sia di autobiografico,credo molto pero'.. perche' questo libro è dedicato alla madre e si sente che la ferits è ancora aperta.Alessandra e Gabriele si conoscono per caso,cioe'lui è evitato come la pesta in classe per via del suo carattere e situazione famigliare borderline,lei orfana da poco e tornata a scuola per l'ultimo anno di liceo,sente che nulla è piu' come prima e dicede di sedersi di banco accanto a lui ,Gabriele,chiamato anche Zero.Lei da quel momento è Zeta tra ricordi ,vicissitudini scolastico e amicizie sbagliate ,la loro storia avra' una sua fioritura..Mi ha ricordato un po' Moccia ma molto meglio scritto e molto piu' profondo.
voto 7+

Amy Bratley -Amore,zucchero e cannella


Come al solito faccio le mie critiche alla traduzione italiana del titolo del romanzo che è assolutamente fuorviante.Questo romanzo parla di amore e forse c'è anche un po' di zucchero ma di cannella io ne ho sentita bel poca.Non è un romanzo sulla cucina,ne' sulle ricette della nonna.Il titolo è "the girl's guide to homemaking"ossia guida alle ragazze per il fai date..si perche' l'autrice non ha fatto altro che pensare un romanzo diciamo "rosa"aggiungendo qualche sprazzo di fai da te come ricordo della nonna.Niente di che onestamente.La solita protagonista lasciata dal fidanzato e tradita che dopo aver pianto per giorni si tira su cucnedo grembiuli..c'è qualcosa di nuovo??nulla,evitatelo..
voto 6--

Lorenza Ghinelli-La colpa

ti colpisce un po' come un pugno allo stomaco complice anche una scrittura molto rock,veloce,sembra di vedere un corto cinematografico con sottofondo musica goth-metal.Lo stile con cui scrive la Ghinelli è particolarissimo,è un mix tra visionario,onirico,non lesina sull'uso di metafore dure,crude,spiega tutto cio' che c'è da spiegare un po' come fsrebbe un chirurgo mentre opera:trasuda sangue..morte.A me ha trasmesso una profonda angoscia,una sensazione di claustrofobia,l'impulso irrefrenabile di uscire a guardare il sole e il mare per uscire dal tunnel nero.Sono 3 storie di solitudini profonde,3 ragazzini che si ritrovano a vivere delle situazioni al limite ,cui viene quasi tolta la possibilits' di essere bsmbini,di vivere spensierati.Pero' non mi ha covinto del tutto,specie il finale mi è sembrato un po' affrettato e tutta la trama risulta un po' inconsistente.Pero' questa scrittrice è giovane e le premesse per qualxhe futuro capolavoro si sono tutte..
voto 6+

martedì 17 gennaio 2012

Dawn French-La meraviglia delle piccole cose


Non capisco il clamore che si crea intorno a certi romanzi e ancor meno le recensioni (secondo me finte)che vengono publbicate sul retro dei libri..ma davvero queste autorevol iriviste gridano tutte al miracolo per la maggiorparte dei libri che escono???mah.....Mi sono autoregalata questo romanzo per Natale,molto entusiasta per i commenti appunto prima citati,molto convinta anche dalla mia notevole preferenza per i romanzi inglesi spesso dotati di quella marcia in piu'...be' delusione pura!!!Questo romanzo mi ha molto ricordato(secondo me al limite del plagio) "il manuale della cattiva madre"di Kate Long letto un paio di anni fa.Qui abbiamo a che fare con 3 voci narranti ma mentre nel romanzo della Long erano 3 donne di 3 generazioni(nonna-mamma-figlia) qui si tratta di madre,figlio e figlia.Madre psicoterapeuta(c'è di peggio??vero cliche'),figlia convinta di essere grassa e brutta(un classico),figlio votato al dandismo piu' sfrenato,il padre c'è ma non ha voce in capitolo(pover'uomo!!)Il romanzo non offre ne' grandi spunti umoristici ne'particolari riflessioni psicologiche..insomma una vera bidonata.Non ho altro da aggiungere..passo e chiudo!(non capisco come mai tutti i Natali mi prendo sempre queste ciofeche di libri!!)
voto 6---

Luciana Littizzetto-Franca Valeri-L'educazione delle fanciulle

Molto piacevole questa operazione a due mani con due voci molto diverse sul mondo femminile.Tanto quanto Franca Valeri è ironicamente pacata e a volte un po' retro' nella sua esperienza di fanciulla negli anni pre 68ini tanto Luciana e scatenatissima e sfrontata,vera e pungente donna di oggi.Il confronto fra le sue rende vincente la nostra Lucy..non c'è niente da fare,molto belle anche le sue testimonianze di mamma in affido ,insicurezze e vita di coppia cose su cui Franca pur essendo una grande comica-attrice è un po' digiuna o per lo meno si sbilancia molto poco .Viva Lucy!!!!!
voto7

Denis Avey-Auschwitz ero il numero 220543


Secondo me il titolo di questo libro è comunque fuorviante, il fulcro di questa chiacchierata biografica non è propriamente l'esperienza nel campo di concentramento e inutile voler spacciare questo libro come un romanzo sugli orrori dei lager.Il romanzo parte dalla chiamata alle armi di questo giovane inglese dal carattere un po' esuberante,gonfio com'è per la sua giovane eta' di ormoni in subbuglio e voglia di vivere.Le pagine scorrono,le prime 100 abbondanti nel resoconto delle sue memorie di soldato,difficili e dure come poteva essere vivere prennemente in stato di assedio in mezzo al niente del deserto africano.Da qui altre 50 pagine di memorie fino a concentrare la vicenda di Aushwitz in poche pagine. L'avrei intitolata piu' memorie di soldato perche' si tratta piu' di un resoconto(fra l'altro anche un po' piatto ...) di un giovane alle armi che per caso capita nel lager. Se volete leggere di Aushwitz e degli orrori terribili che accaddero..be' leggete altri libri.
voto 7